Il ritmo della trasformazione. Temporalità e ritmo nei processi e nelle pratiche formative
Abstract
How does the relationship between temporality and rhythm in training processes affect design and pedagogical action? The representation that dominates in education shows the time as something external, tyrannical, from which the need to have to scan it with absolute precision to control it. On the contrary, recent studies have indicated the positive relevance of time and rhythm in relation to the current possibilities of an emancipatory education. How to develop new forms of critical sensitivity of the experience of the time? Rhythm is a primarily bodily datum at the basis of Abstracts 193 self-formation and intersubjective communication, of the establishment of language and all the knowledge that derives from it. Beyond the rhetoric of fast / slow dualism, it’s about exploring rhythmic patterns to understand how subjects present forms of time organization that have emancipatory and agency effects. Investigating the educational and personal rhythms reveals the possible role played by the experience of discontinuity in the process of educational emancipation.
Riassunto: In che modo il rapporto tra temporalità e ritmicità nei processi formativi ha conseguenze sulla progettazione e sull’azione pedagogica? La rappresentazione che domina nell’educazione vede il tempo come qualcosa di esterno, tirannico, da cui l’esigenza di doverlo scandire con precisione assoluta per controllarlo. Recenti studi hanno al contrario indicato la rilevanza positiva del tempo e del ritmo in relazione alle possibilità attuali di una emancipatory education. Come sviluppare forme nuove di sensibilità critica dell’esperienza del tempo? Il ritmo è un dato primariamente corporeo alla base della formazione del sé e della comunicazione intersoggettiva, del costituirsi del linguaggio e di tutte le conoscenze che ne conseguono. Oltre la retorica del dualismo veloce/ lento, si tratta di esplorare i pattern ritmici per capire come i soggetti mostrano forme di organizzazione del tempo che hanno effetti emancipatori e di agency. Investigando i ritmi educativi e quelli personali si svela il possibile ruolo giocato dall’esperienza della discontinuità nel processo di emancipazione educativa.
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