Uno sguardo diverso. Il bambino, l’educazione e la comunità nel pensiero di Colin Ward

Luca Odini

Abstract


The contribution aims to analyze the thought of Colin Ward from a historical point of view moving from three main key words: children, education and community. At first we will outline the work of the eclectic thinker, architect and anarchist educator, exploring the deep convictions which underlie his thought. Once we have analyzed his figure, we will move on to identify the theoretical foundations of his thought, which are always based upon experience. Indeed, in our social and community life, we almost always have the freedom to choose between options favoring freedom and creativity and options that instead appeal to authoritarian principles. In this choice, education plays a strategic role. We will therefore thoroughly analyze the concept of incidental learning, paying particular attention to how urban and rural spaces can offer an infinite amount of educational stimuli as long as we learn how to look at them from a different perspective. Through an incidental learning approach, the school could become a place where direct and indirect experience are at the basis of the motivation to learn. For this reason, children are central: only if we have the courage to think child-friendlier cities will we be able to imagine rural or urban spaces as places of learning where girls and boys can be motivated to participate directly in social life through autonomy of choice and the drive for self-determination.

Riassunto: Nel contributo ci proponiamo di analizzare il pensiero di Colin Ward a partire da tre parole chiave: il bambino, l’educazione e la comunità. In un primo momento tratteggeremo il pensiero e l’opera dell’eclettico pensatore, architetto ed educatore anarchico, cercando di comprendere le convinzioni profonde che hanno mosso la sua opera e il suo pensiero. Una volta analizzata la sua figura, passeremo ad individuare gli snodi teoretici del suo pensiero, che prendono sempre spunto dall’esperienza per costituirsi come orizzonte. Nella nostra vita sociale e comunitaria infatti abbiamo quasi sempre la libertà di scegliere tra soluzioni che favoriscono la libertà e la creatività rispetto a soluzioni che invece si appellano a principi autoritari. In questa scelta l’educazione gioca un ruolo strategico. Analizzeremo quindi con particolare attenzione il concetto di educazione incidentale, sottolineando come ogni luogo e spazio della città e della campagna possano offrire un’infinita quantità di stimoli educativi a patto di saperli leggere con uno sguardo diverso. Attraverso questa forma di educazione incidentale la scuola potrebbe trasformarsi diventando così il luogo in cui la centralità dell’esperienza vissuta ed elaborata si costituisce come base della motivazione ad apprendere. Per questo ritorna centrale lo sguardo del bambino: solamente se avremo il coraggio di pensare e ricostruire una città a misura di bambino saremo in grado di immaginare ogni contesto, rurale o urbano che sia, come un luogo di apprendimento nel quale, attraverso l’autonomia e la spinta all’autodeterminazione, bambine e bambini possano essere motivati alla partecipazione diretta alla vita sociale.

 


Keywords


history of education; anarchism; child; community; school.

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