La formazione al caring nel fine vita. Il lavoro sull’intelligenza socio-emotiva e sullo sviluppo morale

Lucia Zannini, Maria Benedetta Gambacorti Passerini, Anne Destrebecq, Stefano Terzoni

Abstract


Palliative care (PC), devoted to incurable patients, of whom professionals can still care for, is considered a branch of medicine in which humanistic dimensions and team work are crucial. In order to develop competence in PC, Master programs have been developed worldwide. Those programs are aimed not only to improve decision making skills and appropriate caring interventions in PC, but also communication skills, team work and ethical competence, which are crucial in end-of-life care. Therefore, it seems that PC training is intrinsically aimed to cultivate professionals’ “emotional intelligence” (the ability to understand not only the patients and families’ emotions, but also one’s own emotions), “social intelligence” and the “moral development”. This secondary analysis of data collected in a study focused on the development of competence in PC, which we conducted in 2015 with the nurses participating in the Master program in PC at the University of Milan, is aimed to gather the presence of those forms of intelligence in the interviewee’ words, and to eventually document their evolution during the educational process.

Riassunto: Le cure palliative (CP), rivolte a pazienti inguaribili, ma ancora curabili, costituiscono un settore della medicina in cui è cruciale la componente umanistica e la necessità di un lavoro integrato fra diversi operatori. Per sviluppare competenze in CP, sono stati avviati in tutto il mondo dei corsi Master. Essi si propongono di sviluppare non solo capacità di presa di decisioni cliniche e di uso appropriato di interventi assistenziali nelle CP, ma anche competenze di comunicazione, di lavoro in équipe, nonché competenze etiche, cruciali nelle decisioni che si prendono nel fine-vita. Sembra che la formazione alle CP sia intrinsecamente finalizzata a coltivare l’“intelligenza sociale” degli operatori, l’“intelligenza del cuore” (la capacità di comprendere non solo le emozioni, i sentimenti del paziente e della famiglia, ma anche, e inevitabilmente, i propri) nonché lo “sviluppo morale”. Attraverso una rilettura dei dati di una ricerca sullo sviluppo della competenza in CP, condotta nel 2015, con gli infermieri partecipanti al Master in CP dell’Università di Milano, si cercherà di cogliere la presenza di queste forme d’intelligenza, nelle parole degli intervistati, e la loro eventuale evoluzione nel percorso formativo.


Keywords


higher education; caring; palliative care; socio-emotional intelligence; moral development

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