Call for papers: Sfide e prospettive della cooperazione internazionale in educazione in un contesto globale in trasformazione

Call for papers per il Symposium “Challenges and Prospects of International Cooperation in Education within a Changing Global Context” - Vol. XV, n. 2, 2026.


Editor: prof. Domenico Simeone

Rethinking international cooperation in education has become an urgent and unavoidable challenge for those committed to the advancement of more just and equitable societies. The contemporary global landscape is marked by profound and far-reaching transformations: the gradual weakening of multilateral frameworks, the widening of economic and social inequalities, the re-emergence of geopolitical tensions, and the pervasive impact of unprecedented technological and ecological change. As highlighted in the debate promoted by UNESCO within the Futures of Education initiative, the international system which, since the 1990s, had fostered a broadly shared vision of “Education for All” now appears increasingly less recognisable. At the same time, the conceptual and institutional frameworks that have long sustained cooperation in education are becoming progressively more fragile, marked by a crisis of resources, trust, and coordination capacity. Yet, these very dynamics are also giving rise to new demands, actors, and forms of solidarity, thereby opening up important spaces for rethinking international cooperation, its modes of governance, and its underlying purposes.
In this context, international cooperation can no longer be conceived solely in terms of the unidirectional transfer of resources and educational models. Rather, it must be understood as a plural, dialogical, and reciprocal process, capable of fostering new and more balanced forms of collaboration at the global level. This shift entails not only a reconfiguration of relationships among the various actors involved, but also a critical reconsideration of the mechanisms, visions, and interpretive frameworks that shape cooperation practices. Such a rethinking is particularly necessary in light of the persistent inequalities that continue to characterise the production, distribution, and access to knowledge. These inequalities point to the urgent need for greater epistemic justice and call into question the hierarchical logics that have long underpinned dominant paradigms of educational development.
Within this framework, pedagogical reflection can offer a particularly significant contribution. It enables a critical interrogation of the aims of education and its modes of organisation, challenges the categories through which educational processes are interpreted, and promotes visions capable of integrating equity, participation, and sustainability. To rethink international cooperation in education also means to reconsider the ways in which learning is collectively enacted, knowledge is constructed, and shared futures are imagined. From this perspective, education should be regarded not merely as an object of cooperation, but also as one of its most powerful and generative instruments, capable of contributing to the formation of individuals and communities able to inhabit an increasingly interdependent world in a responsible and solidaristic manner.
In light of these considerations, Civitas Educationis invites contributions that, from both theoretical and empirical perspectives, critically engage with these ongoing transformations and propose avenues for reflection and research aimed at rethinking international cooperation in education in more equitable, inclusive, and sustainable ways. Submissions are encouraged to address the different levels of education and the multiple contexts in which these processes unfold, as well as to consider emerging forms of cooperation, including South–South and triangular cooperation.

Call for papers per il Symposium “Sfide e prospettive della cooperazione internazionale in educazione in un contesto globale in trasformazione” - Vol. XV, n. 2, 2026.


Editor: prof. Domenico Simeone

Ripensare la cooperazione internazionale in ambito educativo rappresenta oggi una sfida cruciale per la costruzione di società più eque e giuste. Il contesto globale contemporaneo è infatti segnato da profonde trasformazioni, quali l’indebolimento degli assetti multilaterali, l’acuirsi delle disuguaglianze economiche e sociali, l’emergere di nuove tensioni geopolitiche e l’impatto di cambiamenti tecnologici ed ecologici senza precedenti. Come evidenziato dal dibattito promosso dall’UNESCO nell’ambito dell’iniziativa Futures of Education, il sistema internazionale che, a partire dagli anni Novanta, aveva promosso una visione condivisa di “Educazione per Tutti” appare oggi meno riconoscibile, mentre i quadri di riferimento che hanno sostenuto per decenni la cooperazione in educazione risultano sempre più fragili, segnati da una crisi di risorse, fiducia e capacità di coordinamento. Allo stesso tempo, nuove istanze, attori e forme di solidarietà aprono spazi per ripensare la cooperazione internazionale, le sue modalità di governance e i suoi orizzonti di senso.
In questo contesto, la cooperazione internazionale non può più essere concepita esclusivamente secondo logiche di trasferimento unidirezionale di risorse e modelli educativi, ma deve essere ripensata come un processo plurale e dialogico, capace di costruire nuove forme di collaborazione a livello globale. Ciò implica ripensare non solo le relazioni tra attori, ma anche i meccanismi, le visioni e i quadri interpretativi che orientano le pratiche di cooperazione, alla luce delle persistenti disuguaglianze nella produzione, distribuzione e accesso alla conoscenza. Tali disuguaglianze richiamano la necessità di una maggiore giustizia epistemica e sollecitano il superamento di logiche gerarchiche che hanno a lungo caratterizzato i paradigmi dello sviluppo educativo.
All’interno di questo quadro, la riflessione pedagogica può offrire un contributo particolarmente rilevante, perché consente di interrogare criticamente le finalità dell’educazione e la sua organizzazione, di mettere in discussione le categorie attraverso cui leggiamo i processi educativi e di promuovere visioni capaci di coniugare equità, partecipazione e sostenibilità. Ripensare la cooperazione internazionale in educazione significa anche ripensare i modi in cui apprendiamo insieme, costruiamo conoscenza e immaginiamo futuri condivisi. In questa prospettiva, l’educazione non è solo oggetto della cooperazione, ma anche uno dei suoi strumenti più potenti, in grado di contribuire alla formazione di soggetti e comunità capaci di abitare in modo responsabile e solidale un mondo sempre più interdipendente.
La rivista Civitas Educationis invita pertanto a presentare contributi che, da prospettive teoriche ed empiriche, sappiano interrogare criticamente le trasformazioni in atto e proporre piste di riflessione e di ricerca per ripensare la cooperazione internazionale in educazione in chiave più equa, inclusiva e sostenibile, con attenzione ai diversi livelli educativi e ai molteplici contesti nei quali questi processi si sviluppano, nonché alle forme emergenti di cooperazione, tra cui la cooperazione Sud-Sud e triangolare.