Lettere rilegate. Scritture dal carcere tra autobiografia e formazione

Pascal Perillo, Maria Romano

Abstract


The contribution proposes a reflection on the education value of writing in the contexts of female detention, as a tool for inclusion and emancipation. Within the phenomenological-constructivist framework articulated in the specific autobiographical dimension, a case study is carried out on a corpus of letters written by the female prisoners of the Pozzuoli prison, from which it emerges how the ontological need to say of oneself needs an adequate educational planning to become transformative. Pedagogy can elevate the narrative to a space of education, determining a productive convergence between the ‘craft of writing’ and the ‘craft of living’ where writing becomes a device for being intentional, socializing the subject to posture marked by reflective rationality.

Riassunto: Il contributo propone una riflessione sul valore formativo della scrittura nei contesti della detenzione femminile, come strumento di inclusione ed emancipazione. Entro la cornice fenomenologico-costruttivista articolata nella specifica dimensione autobiografica, viene condotto uno studio di caso su di un corpus di lettere redatte dalle detenute della Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli, dal quale emerge come il bisogno ontologico di dire di sé necessiti di un’adeguata progettazione educativa per diventare trasformativo. La pedagogia può elevare la narrazione a spazio della formazione determinando una proficua convergenza fra il ‘mestiere di scrivere’ e il ‘mestiere di vivere’ dove la scrittura diventa dispositivo per l’esserci intenzionale, socializzando il soggetto a una postura improntata alla razionalità riflessiva.


Keywords


writing; women; detention; intentionality.

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