Le carceri italiane: dalla vendetta sociale al perdono responsabile. Per una rilettura pedagogica del principio rieducativo

Monja Taraschi

Abstract


This article goes through, with a pedagogical view, the thought of authors and schools relevant for the evolution of the concept of punishment in Italy, giving a contribution to the analysis of the knowing models of human action. The reflection is on the penitentiary treatment calibrated on the specificity of the individual, in the awareness that the afflictive sanction, otherwise, has no educational value, on the contrary, it feeds the delinquent activity. The goal is to achieve a ‘possible change’ for the prisoner through educational strategies and innovative training processes. The key role of the educator is emphasized, his intervention must be based on observation and interaction with the prisoner, whose human dimension is witnessed and represented.

 

Riassunto: Il presente articolo attraversa, con sguardo pedagogico, il pensiero di autori e di scuole di rilievo per l’evoluzione del concetto di pena in Italia, offrendo un contributo all’analisi dei modelli conoscitivi dell’azione umana. La riflessione è sul trattamento penitenziario calibrato sulla specificità dell’individuo, nella consapevolezza che la sanzione afflittiva, diversamente, non ha alcun valore pedagogico, anzi, alimenta l’attività delinquenziale. L’obiettivo è il raggiungimento per il detenuto di un ‘cambiamento possibile’ attraverso strategie educative e innovativi processi formativi. Viene messo in evidenza il ruolo chiave dell’educatore, il cui intervento deve basarsi sull’osservazione e sull’interazione con il detenuto, di cui se ne testimonia e se ne rappresenta la dimensione umana.


Keywords


punishment; re-education; dignity

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