Sviluppo della professionalità educativa e pedagogica, tra ricerca di identità, formazione e lavoro. Il ruolo delle associazioni professionali

Silvana Calaprice

Abstract


AbstractThe specialization of the educational studies and, specifically, of the pedagogical research legitimized the epistemological transition from Pedagogy to Sciences of Education in order to permit, on the one hand, to interpret and evaluate multiple dimensions and levels of the new individual formative as well as social and institutional needs, on the other hand, to work on the practices of both educational relationships and formal, not formal and informal educational contexts. Such type of transition, emphasizing the broadening of the social request of training and education, pointed out the requirement of both professionals specifically able to operate with knowledge and competences appropriated to the heterogeneity expressed by social problems and specifically training course capable to legitimate this kind of professionalism. On the one hand, this paper aims to highlight, despite the strengthening of epistemological identity of professionals in educational field also thanks to the establishing of vocational associations, the gap that already obstruct the legal acknowledgement of these professionals, On the other hand, the paper outlines the lines of development derived by the Law of January 14th 2013 n. 4 “Disposizioni in materia di professioni non organizzate" and the Law Proposal n. 2656 "Disciplina delle professioni di educatore e di pedagogista" presented the 7th October  2014,  whose the first signatory is the colleague senator Vanna Iori. RiassuntoLa specializzazione degli studi educativi e nello specifico della ricerca pedagogica ha legittimato il passaggio epistemologico dalla Pedagogia alle Scienze dell’educazione e ciò sia per interpretare e valutare i molteplici aspetti e livelli dei nuovi bisogni formativi individuali, sociali e istituzionali, sia per agire nelle pratiche delle relazioni educative e dei contesti formativi formali, non formali, informali di apprendimento. Tale tipo di passaggio, evidenziando l’ampliamento della domanda sociale di educazione e formazione, ha rilevato l’esigenza sia di figure professionali specificamente preparate ad agire con conoscenze e competenze adeguate all’eterogeneità che i problemi sociali presentavano, sia di offerte formative in grado di legittimarne la professionalità. Il presente articolo mira da un lato ad evidenziare come pur andando configurandosi negli anni sempre più l’identità epistemologica dei professionisti dell’educazione e della formazione anche grazie al costituirsi di associazioni professionali, vi sono ancora gap che ne ostacolano il riconoscimento giuridico, dall’altro a delineare le linee di sviluppo che in tal senso oggi si prospettano dopo la legge del 14 gennaio 2013 n. 4 relativa a “Disposizioni in materia di professioni non organizzate” e la ancor proposta di legge 2656 “Disciplina delle professioni di educatore e di pedagogista” presentata il 7 ottobre 2014 e avente come prima firmataria la collega senatrice Vanna Iori.

Keywords


educator; educationalist; training; vocational associations

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