IL MANICOMIO È SCRITTO DA FUORI/ASYLUMS ARE TOLD FROM THE OUTSIDE

Chiara Heinrich e Salvatore Marino

Abstract


Abbiamo intervistato Mara, che ha lavorato come infermiera in manicomio, il 2 febbraio 2019 a Lucca, dove vive.
La conoscevo in quanto amica di famiglia, ha lavorato per anni in manicomio con mio nonno.
Non avevo mai prestato troppa attenzione a questa “cosa” del manicomio, seppure da piccola sentivo raccontare tante “storielle”, alcune divertenti, altre meno.
Tutta questa vicenda è tornata nella mia mente partecipando al Laboratorio di processi culturali e video-analisi del curriculum Media e cultura del corso di Laurea in Scienze della comunicazione presso UNISOB.
Nel corso degli incontri abbiamo discusso di devianza, povertà, migrazioni e follia, abbiamo lavorato sul testo Storia di Antonia. Viaggio al termine di un manicomio (Dell’Aquila, Esposito, 2017).

«Ci legavano come Cristo in Croce», diceva Antonia Bernardini, e questa frase ha ridestato il ricordo di quei racconti ascoltati da bambina. Decido allora di raggiungere Mara a Lucca (ora vivo da anni a Napoli), avvertendo l’esigenza di restituire a quelle storie uno spazio politico e di trovare io stessa in quelle storie uno spazio politico, utilizzando quel Laboratorio come occasione di senso della memoria.
Salvatore mi ha seguito con entusiasmo in questo viaggio e qui ne restituiamo un testo scritto che accompagna la videointervista, consapevoli che la testimonianza di Mara non può che essere parziale e di parte, ma comunque preziosa, se decodificata e contestualizzata, nel restituire alcuni aspetti della complessa realtà degli ospedali psichiatrici. Soprattutto, Mara ci restituisce una particolare prospettiva, quella di chi ha lavorato in manicomio e che comunque, seppur con ruoli e atteggiamenti diversi è stato parte di quel dispositivo. Il nostro compito, allora, non è quello di recuperare da questo racconto una presunta verità sul manicomio, quanto piuttosto di individuare parte di quei “discorsi di verità” che il manicomio stesso produceva. Ancora, siamo consapevoli che Mara ha lavorato in un manicomio particolare, quello di Maggiano, entrato nell’immaginario collettivo attraverso i libri del suo direttore, Mario Tobino (Tobino 2016, Tobino 2009), che ha avuto un ruolo centrale nell’opposizione al movimento di deistituzionalizzazione, ingaggiando aspre polemiche con lo stesso Basaglia, e, per la sua autorevolezza e le sue capacità affabulatorie e narrative, ha influenzato nel più vasto pubblico (e forse anche tra chi ha lavorato in quel manicomio) una visione “romanzata” della realtà manicomiale.
A questo punto, però, lasciamo la parola a Mara.


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Registrazione presso il Tribunale di Napoli n. 37 del 05/07/2012