Editoriale - L’OSSERVAZIONE DEL LAVORO FORMALE. Gestioni, pratiche e procedure/THE OBSERVATION OF FORMAL WORK. Management, practices and mechanism

Anna D’Ascenzio e Fabrizio Greco

Abstract


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I lavoratori, nelle fasi più acute del lockdown, superando la facile sindrome del sopravvissuto o dell’esiliato, hanno ininterrottamente prodotto beni di prima necessità, erogato servizi essenziali in modalità smart working e consegnato, in qualità di operatori della logistica, scatole e pacchetti in ogni remota città d’Italia. Come nel quadro di Grosz, ogni giorno, alle cinque del mattino, i turnisti di Melfi, a bordo di uno sgangherato pulmino aziendale, sono entrati in fabbrica, senza che un certo racconto pubblico sul Coronavirus giudicasse legittima e “visibile” la loro angoscia di contagio. Legittima e “caparbiamente visibile” è stata anche la risoluta lotta del collettivo di fabbrica della GKN di Firenze, così come quella degli operai della Whirlpool di Napoli.

Collettivamente, come uomini e donne “appassionati alla battaglia delle idee” (Vittoria 2013), i lavoratori hanno sfoggiato una volontà di parola non a comando, rivendicando per sé la piena e consapevole soggettività politica.

A tutti loro è dedicato il lavoro dei curatori e dei singoli autori.

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Nel sottrarsi collettivamente alla supremazia neoliberale, la sociologia di posizione si fa sport de combat (Bourdieu 2015) non limitandosi a guardare il governo del reale, ma opponendosi a esso “ascoltando il reale” (Petrillo 2015, p. 24), senza farsi sedurre da trappole narrative, lusinghe retoriche o rassicurazioni visive. 

Infine, nel ringraziare gli autori, ci piace pensare che il numero di Cartografie Sociali servirà da nave-vascello per solcare molte onde e molti mari, spingendo il lettore ad affrontare tempeste improvvise e scrutare meravigliato orizzonti sconosciuti.


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Registrazione presso il Tribunale di Napoli n. 37 del 05/07/2012