From textual simplification to epistemic justice: large language models and digital dispute resolution | Dalla semplificazione testuale alla giustizia epistemica: modelli linguistici e risoluzione digitale delle controversie
Abstract
As legal services become digital by default, large language models (LLMs) increasingly mediate how individuals interpret legal information and navigate out of court dispute resolution. This paper examines how LLM mediated systems reshape epistemic accessibility, understood as users’ capacity to recognise legally relevant problems, interpret legal categories, and assess procedural options. Adopting an interpretive–conceptual methodology, it argues that LLMs can both enhance interpretive support and reproduce hermeneutical injustice through probabilistic generation, opaque provenance, and the reinforcement of dominant legal framings. The paper develops a socio-technical account of these dynamics and advances three design principles: i) situated linguistic adaptation, ii) explainability and traceability, and iii) participatory infrastructure; all illustrated through ongoing EU-funded initiatives.
La progressiva digitalizzazione dei servizi legali sta trasformando in profondità le modalità attraverso cui le persone accedono alle informazioni giuridiche e si orientano nei meccanismi di risoluzione extragiudiziale delle controversie. In questo contesto, i modelli linguistici di grandi dimensioni (Large Language Models, LLM) assumono un ruolo sempre più centrale come mediatori dell’interpretazione giuridica. Il contributo analizza l’impatto di tali sistemi sull’accessibilità epistemica, intesa come la capacità degli utenti di riconoscere la rilevanza giuridica di determinate situazioni, comprendere le categorie del diritto e valutare le possibili opzioni procedurali. Attraverso un approccio interpretativo-concettuale, si argomenta che gli LLM possano sia facilitare i processi di comprensione giuridica sia contribuire alla riproduzione di forme di ingiustizia ermeneutica. Ciò avviene in ragione della natura probabilistica dei contenuti generati, dell’opacità delle fonti informative e della tendenza a consolidare cornici giuridiche dominanti. Il lavoro sviluppa una lettura socio-tecnica di queste dinamiche e individua tre principi di progettazione: i) adattamento linguistico situato; ii) spiegabilità e tracciabilità; iii) infrastrutture partecipative, illustrati attraverso iniziative attualmente finanziate dall’Unione europea.
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Registro Stampa presso il Tribunale di Napoli, n. 48 del 03.12.2019
R.G. n. 8014/19
