Dostoevskij, profeta del fallimento dell’umanesimo ateo. Una lettura di Henri de Lubac
Abstract
L’articolo analizza Le drame de l’humanisme athée (1944) di
Henri de Lubac, che interpreta Dostoevskij come “profeta
del fallimento dell’umanesimo ateo”. Negando Dio, l’uomo
dissolve sé stesso, sfociando in tirannide e nichilismo. Dostoevskij
attraversa la crisi dell’ateismo per affermare Cristo
come unica via di redenzione: attraverso figure come Raskolnikov,
Ivan Karamazov e Kirillov, de Lubac mostra le forme
e i limiti dell’uomo-dio moderno. L’opera si chiude con la
speranza cristiana della “nuova nascita”, simbolo di una rinascita
spirituale possibile solo attraverso il mistero della croce.
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ISSN: 2281-3241 (on line); 2037-5867 (press)
Registro Stampa presso il Tribunale di Napoli, n. 26 del 29.04.2021
R.G. n. 3527/21
