Sull’iconografia di un Nilo-Laocoonte (nero) dall’Iseum di Pompei

Marco Nieli

Abstract


Si analizza nel dettaglio la figura del dio padre Nilo, in posa
di Laocoonte, nella tabula picta dell’Ekklesiasterion del Tempio
di Iside a Pompei, generalmente nota come “Io e Iside
a Canopo”, oppure “L’arrivo di Io a Canopo”. La figura di
pelle scura rimanda alle origini “etiopiche” del fiume, che i
Romani al tempo di Nerone erano in procinto di esplorare.
Innestandosi su tutta una tradizione esotica ed “egittomaniaca”,
risalente addirittura al I sec. a.C., l’immagine del potamos
Nilo riproduce la Majestätsformel del dio protettore e benefattore,
come l’espressione e la posa del Laocoonte, codificata
dal celebre gruppo marmoreo di Agesandro, Atenodoro
e Polidoro, quella della Pathosformel. La sovrapposizione dei
due typoi viene analizzata negli aspetti formali, stilistici e iconografico-
allegorici.


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ISSN: 2281-3241 (on line); 2037-5867 (press)

Registro Stampa presso il Tribunale di Napoli, n. 26 del 29.04.2021
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