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Il Symposium ospitato nel numero 2/2023 della Rivista si intitola La Riforma Gentile, un secolo dopo curato da Massimo Baldacci contiene i contributi di Annemarie Augschöll Blasbichler; Gabriele Borghese; Chiara Martinelli; Nicola Tenerelli.
Dall'introduzione al Symposium:
Un secolo fa prendeva vita la Riforma Gentile. A tutt'oggi rappresenta l'unica riforma complessiva del sistema scolastico italiano dopo la Legge Casati del 1859 (estesa all'intero Regno nel 1861). Una riforma che nel bene e nel male ha esercitato un condizionamento duraturo sulla scuola italiana, al di là dei ritocchi a cui fu rapidamente soggetta. Un condizionamento che si spiega con l'idea di scuola che le era immanente, e che non era semplicemente un parto di Gentile, ma rifletteva un atteggiamento conservatore diffuso in certi ambiti della società italiana. Tale atteggiamento è sopravvissuto a Gentile, e ha continuato a innervare la vicenda della scuola italiana anche nel Dopoguerra. Pertanto, la Riforma Gentile si comprende soltanto entro un quadro storico ampio e di lunga durata.
[...] Dal punto di vista culturale, la riforma eleggeva la cultura umanistica, e in particolare la filosofia, come principio educativo. Di conseguenza, nella scuola elementare, in cui la filosofia non può ancora entrare, il ruolo di principio educativo era affidato alla religione, così da fornire una socializzazione in chiave subalterna a coloro che non avrebbero proseguito negli studi. Infine, sul piano pedagogico-didattico, la riforma tendeva a saldarsi col pensiero gentiliano: la didattica si risolve nella pedagogia, e questa si identifica con la filosofia dello spirito. Così, la perizia didattica è identificata con la padronanza della materia da insegnare.
Come è noto, Mussolini definì la riforma della scuola del 1923 come la più fascista delle riforme, salvo scaricarla anni dopo. L'analisi della sua genesi porta a non considerarla tanto come una semplice manifestazione del fascismo (anche se vi erano alcune oggettive convergenze), quanto come l'espressione di una tendenza profonda e di lunga durata della storia del nostro Paese. Di una tendenza autoritaria, antiegualitaria e antidemocratica che ha caratterizzato le classi dominanti, e che si è riproposta anche durante l'età della Repubblica (a questo proposito, si veda l'opera di Lamberto Borghi, Educazione e autorità nell'Italia moderna, recentemente riedita). Così, il processo di realizzazione di una scuola della Costituzione è stato anche la storia della battaglia culturale contro questa tendenza, e contro lo spirito della Riforma Gentile.
Per il dettaglio dei contributi, anche della sezione saggi e recensioni, si prega di consultare l'indice del numero: https://universitypress.unisob.na.it/ojs/index.php/civitaseducationis/issue/view/154/showToc
Sommario
Ulteriori informazioni
| Collana | Civitas educationis |
|---|---|
| Titolo | Vol 12, N° 2 (2023) - La Riforma Gentile, un secolo dopo |
| A cura di | Massimo Baldacci |
| Direttore | Enricomaria Corbi |
| ISBN | 979-12-2230-867-8 |
| ISSN | 2281-9568 |
| Pagine | 234 |
| Anno di pubblicazione | 2023 |