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Civitas educationis. Education, Politics, and Culture
Vol 12, N° 2 (2023) - La Riforma Gentile, un secolo dopo

Sito web della rivista

La Rivista Internazionale Civitas Educationis. Education, Politics, and
Culture
è stata fondata nel 2012, nell'ambito delle attività di ricerca del
gruppo di pedagogia della Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università
degli Studi Suor Orsola Benincasa, dalla prof.ssa Elisa Frauenfelder e da lei
co-diretta con il prof. Enricomaria Corbi fino al 2014, quando quest'ultimo ne
ha assunto la Direzione.

Dal 2014, la Rivista Internazionale Civitas Educationis. Education,
Politics, and Culture
è stata inserita nell'elenco di Riviste, nazionali e
internazionali, di Fascia A dell'ANVUR. Civitas educationis. Education, Politics,
and Culture è una rivista internazionale peer-reviewed che promuove la
riflessione e la discussione sul legame fra educazione e politica, intesa come
dimensione fondamentale dell'esistenza umana.

Tale legame ha caratterizzato il pensiero e le pratiche educative occidentali
sin dai tempi degli antichi greci, così come testimonia il nesso paideia-polis.
La rivista vuole essere un'agorà in cui sia possibile indagare questo nesso da
diverse prospettive e attraverso contributi teorici e ricerche empiriche che
focalizzino l'attenzione sulle seguenti aree tematiche:
1. Sistemi formativi e sistemi politici;
2. Educazione e diritti umani;
3. Educazione alla pace;
4. Educazione alla cittadinanza democratica;
5. Educazione e differenze;
6. Educazione e dialogo interreligioso;
7. Educazione e inclusione sociale;
8. Educazione, globalizzazione e democrazia;
9. Educazione e cultura digitale;
10. Educazione ed ecologia.

Ogni numero si articola in tre sezioni:
1. "Symposium" - curato da studiosi nel campo dell'educazione e dedicato a un
tema specifico;
2. "Saggi" - relativi alle dieci aree tematiche della rivista e selezionati attraverso una double blind review;
3. "Recensioni" - dedicate a volumi che rientrano nelle dieci aree tematiche della rivista.

La rivista accoglie contributi in italiano, inglese, francese e spagnolo.

La rivista è aperta a tutte le tradizioni di ricerca educativa e si rivolge
agli studiosi interessati ai temi della rivista ma anche ad un pubblico più
ampio composto di educatori, filosofi e professionisti impegnati nelle politiche
educative. Proposte tanto di articoli quanto di recensioni possono essere
inviate alla Direzione e alla Redazione, tramite la piattaforma OJS. Ai fini di
un equo ed efficace processo di referaggio, gli autori contestualmente alla
proposta debbono specificare - nell'apposito campo "commenti per l'editor" a
quale delle 10 summenzionate aree (max. 2) il proprio contributo è
riconducibile. Gli articoli che supereranno la double blind review,
saranno pubblicati nella sezione "Saggi".

Le recensioni saranno selezionate dalla Redazione sulla base della
significatività e pertinenza con le aree tematiche della rivista nonché per la
qualità della recensione stessa. Politiche di revisione Le proposte di articoli,
per l'inserimento nella sezione ESSAY-SAGGI, saranno sottoposte a un processo di double blind review la cui durata è fissata fra un minimo di 2 settimane e un massimo di 8 settimane.

I revisori compilano una scheda di referaggio in cui indicano la propria
valutazione per ciascuno dei seguenti criteri:
- Coerenza con le tematiche della rivista
- Qualità della scrittura e chiarezza espositiva
- Qualità dell'argomentazione
- Focus pedagogico
- Confronto con la letteratura esistente
- Originalità e, infine, segnalano se l'articolo è:
- Accettato
- Da rivedere
- Respinto

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Disponibilità: Disponibile

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Dettagli

Il Symposium ospitato nel numero 2/2023 della Rivista si intitola La Riforma Gentile, un secolo dopo curato da Massimo Baldacci contiene i contributi di Annemarie Augschöll Blasbichler; Gabriele Borghese; Chiara Martinelli; Nicola Tenerelli.

Dall'introduzione al Symposium:

Un secolo fa prendeva vita la Riforma Gentile. A tutt'oggi rappresenta l'unica riforma complessiva del sistema scolastico italiano dopo la Legge Casati del 1859 (estesa all'intero Regno nel 1861). Una riforma che nel bene e nel male ha esercitato un condizionamento duraturo sulla scuola italiana, al di là dei ritocchi a cui fu rapidamente soggetta. Un condizionamento che si spiega con l'idea di scuola che le era immanente, e che non era semplicemente un parto di Gentile, ma rifletteva un atteggiamento conservatore diffuso in certi ambiti della società italiana. Tale atteggiamento è sopravvissuto a Gentile, e ha continuato a innervare la vicenda della scuola italiana anche nel Dopoguerra. Pertanto, la Riforma Gentile si comprende soltanto entro un quadro storico ampio e di lunga durata.
[...] Dal punto di vista culturale, la riforma eleggeva la cultura umanistica, e in particolare la filosofia, come principio educativo. Di conseguenza, nella scuola elementare, in cui la filosofia non può ancora entrare, il ruolo di principio educativo era affidato alla religione, così da fornire una socializzazione in chiave subalterna a coloro che non avrebbero proseguito negli studi. Infine, sul piano pedagogico-didattico, la riforma tendeva a saldarsi col pensiero gentiliano: la didattica si risolve nella pedagogia, e questa si identifica con la filosofia dello spirito. Così, la perizia didattica è identificata con la padronanza della materia da insegnare.
Come è noto, Mussolini definì la riforma della scuola del 1923 come la più fascista delle riforme, salvo scaricarla anni dopo. L'analisi della sua genesi porta a non considerarla tanto come una semplice manifestazione del fascismo (anche se vi erano alcune oggettive convergenze), quanto come l'espressione di una tendenza profonda e di lunga durata della storia del nostro Paese. Di una tendenza autoritaria, antiegualitaria e antidemocratica che ha caratterizzato le classi dominanti, e che si è riproposta anche durante l'età della Repubblica (a questo proposito, si veda l'opera di Lamberto Borghi, Educazione e autorità nell'Italia moderna, recentemente riedita). Così, il processo di realizzazione di una scuola della Costituzione è stato anche la storia della battaglia culturale contro questa tendenza, e contro lo spirito della Riforma Gentile.

Per il dettaglio dei contributi, anche della sezione saggi e recensioni, si prega di consultare l'indice del numero: https://universitypress.unisob.na.it/ojs/index.php/civitaseducationis/issue/view/154/showToc

Sito web della rivista

Ulteriori informazioni

Collana Civitas educationis
Titolo Vol 12, N° 2 (2023) - La Riforma Gentile, un secolo dopo
A cura di Massimo Baldacci
Direttore Enricomaria Corbi
ISBN 979-12-2230-867-8
ISSN 2281-9568
Pagine 234
Anno di pubblicazione 2023

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